La dieta su misura. Scopri l’alimentazione personalizzata che ti fa dimagrire e vivere fino a 100 anni

La dieta su misura. Scopri l’alimentazione personalizzata che ti fa dimagrire e vivere fino a 100 anni

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    Comments 2

    1. Anonimo
      novembre 25, 2018
      5.0 su 5 stelle
      Utile, interessante, consigliato!, 3 giugno 2018
      Di 
      stefano

      Acquisto verificato(Cos’è?)
      Questa recensione è su: La dieta su misura. Scopri l’alimentazione personalizzata che ti fa dimagrire e vivere fino a 100 anni (Copertina flessibile)
      Una vera rivoluzione e rivelazione. Uno studio completo sul sistema uomo dal punto di vista alimentare. Utile a capirci meglio e confuta miltebcredenze comuni.
    2. Anonimo
      novembre 25, 2018
      13 di 13 persone hanno trovato utile la seguente recensione
      3.0 su 5 stelle
      BEL LIBRO, FINALE DA RIVEDERE, 24 luglio 2018
      Di 
      AlyMorositas (Perugia )

      Questa recensione è su: La dieta su misura. Scopri l’alimentazione personalizzata che ti fa dimagrire e vivere fino a 100 anni (Copertina flessibile)
      Sono una grande appassionata di nutrizione/alimentazione e ogni anno leggo libri su libri, sia italiani che stranieri, più o meno autorevoli, che riguardano l’argomento.
      Ho scoperto questo titolo leggendo su un settimanale che l’esperimento condotto dai due medici (Segal ed Elinav) sarà applicato anche in Italia per monitorare 2 anni di abitudini alimentari di bambini in età scolare, al fine di poter correggere e migliorare la loro condizione di salute e il rischio di sviluppare malattie metaboliche… così ho voluto approfondire comprando l’edizione Kindle (trovata ad un prezzo più vantaggioso su iBooks).
      Inizialmente sono rimasta coinvolta ed entusiasmata dalle ricerche dei due autori perché esprimono un approccio radicalmente nuovo: il loro esperimento sui topi si concentra sull’analisi del microbiota (la popolazione batterica intestinale) che sembra giocare un ruolo fondamentale nell’eziologia di diabete, insulinoresistenza, obesità… un campo ancora poco sondato dagli scienziati, ma estremamente promettente.
      La flora batterica differisce da individuo ad individuo, in parte è generica ma cambia nel corso della vita in base alle abitudini e subisce modificazioni significative in soggetti obesi i quali, anche dopo essere dimagriti, saranno predisposti a riprendere i chili persi proprio in virtù delle alterazioni a livello del microbiota.
      Dopo queste brillanti premesse, il testo si focalizza un po’ troppo sul concetto ormai noto di risposta glicemica (indice glicemico/carico glicemico e carboidrati) e sottolinea che i dati raccolti dagli esperimenti sulle cavie da laboratorio hanno avvalorato le loro tesi sull’influenza del microbiota nella risposta glicemica individuale e hanno consentito di poter elaborare un algoritmo, all’interno del quale inserire tutte le variabili prese in esame, per poter predire come un singolo individuo reagirà ingerendo un certo alimento.
      Un concetto fantascientifico e ultra all’avanguardia!!
      All’atto pratico lo studio condotto sugli esseri umani (volontari sani) si è tradotto nel sottoporli per una settimana a due diete diverse (definite una “buona” e una “cattiva”) messe a punto tramite il famoso algoritmo: emerge che quest’ultimo aveva individuato esattamente quali reazioni glicemiche avrebbero avuto i soggetti in relazione a tutti i cibi somministrati.
      Quindi, secondo gli autori, introducendo in questa funzione matematica alcuni dati fondamentali (età, sesso, microbiota, glicemia, esami del sangue, livello di attività…) si può generare la dieta personalizzata ideale per ciascun essere umano, evitando che assuma alimenti responsabili dei picchi glicemici e di conseguenza dell’obesità e altre gravi patologie.
      Ero dunque curiosa di scoprire l’ultima parte del libro per capire la reale possibilità di applicazione di queste teorie su noi comuni mortali, dato che non possiamo partecipare al loro trial nè abbiamo a disposizione il magico algoritmo.
      … ma sono rimasta abbastanza delusa: l’unica direttiva da seguire è alquanto scontata (almeno per me), macchinosa, inconciliabile con la vita di tutti i giorni e non ha nulla a che fare con il ruolo della flora intestinale!
      Si tratta di acquistare un glucometro (apparecchio usato dai diabetici per pungersi il dito e rilevare più volte al giorno la quantità di glucosio nel sangue, specialmente dopo i pasti) e testare per una settimana i cibi mangiati, annotando la risposta glicemica ogni 30 minuti fino a 2 ore dopo il pasto.
      Il metodo mi sembra assurdo da praticare, innanzitutto perché una settimana è un tempo ridicolo per testare tutte le cose che siamo soliti mangiare, poi il fatto di doversi punzecchiare il polpastrello 100 volte al giorno è fastidioso e pure dispendioso (25 lancette e strisce reattive costano sui 50€!!), infine, come puntualizzato anche da loro stessi, un pasto è composto da tantissimi elementi ed è complicato stabilire quale tra essi è responsabile dell’impennata glicemica (a meno che non si testino uno per uno con il rischio di metterci una vita e mezzo).
      Considerando quanto ardore era trapelato dalle prime pagine, in relazione alle ricerche sul microbiota e sull’epigenetica, la soluzione che offrono i due medici mi sembra semplicistica, fuorviante e di difficile applicazione.
      Confido che continueranno a lavorare sulla buona strada intrapresa e fornire strumenti più concreti per contrastare realmente l’epidemia di malattie metaboliche che sta caratterizzando questo millennio.

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